Riflessione e discussione
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Compito di approfondimento
Risposta di riferimento: il grano si è diffuso manipolando l'Homo sapiens e facendolo lavorare per sé. Coltivare il grano richiede fatiche pesanti come spostare pietre, estirpare erbacce ripetutamente, combattere parassiti e malattie, scacciare cavallette e conigli, attingere acqua da lontano e concimare il terreno con letame; gli esseri umani vi hanno dedicato sempre più tempo ed energie, e il grano si è così diffuso in tutto il mondo. Punti chiave della risposta: ① sottolineare che la spinta alla diffusione deriva dall'investimento continuo degli esseri umani; ② elencare almeno due lavori concreti; ③ evidenziare il cambio di prospettiva da "l'uomo addomestica le piante" a "le piante si diffondono grazie all'uomo".
Si tratta di una domanda di discussione aperta, senza un'unica risposta corretta. Argomenti a sostegno di "non è un successo": il lavoro è più faticoso, l'alimentazione potrebbe essere peggiore, le prove su ossa e salute indicano un aumento delle malattie, la crescita demografica genera pressione. Argomenti a sostegno di "è comunque un successo": la quantità complessiva di cibo è aumentata, la popolazione è cresciuta, la stanzialità e lo sviluppo dell'organizzazione sociale hanno creato le condizioni per le città successive, la tecnologia e la differenziazione sociale. Criteri di valutazione: ① specificare chiaramente se il criterio adottato è la diffusione della specie o il benessere umano; ② citare almeno due prove tratte dal libro; ③ indicare le differenze regionali e i limiti delle prove, interpretando "la rivoluzione agricola è una truffa" come una spiegazione dell'autore e non come un fatto stabilito.
Obiettivo di apprendimento: comprendere i cambiamenti dell'umanità dopo la rivoluzione agricola sul pianospaziale,temporaleepsicologicosu tre livelli.
Circa diecimila anni fa, l'umanità passò gradualmente da caccia e raccolta all'agricoltura e alla vita stanziale. Non fu una decisione presa in un solo giorno, ma un processo lento durato migliaia di anni: in molte regioni, raccolta e coltivazione coesistettero a lungo, e il ritmo del cambiamento variò da luogo a luogo.
Al tempo stesso, occorre prestare attenzione alla narrazione stessa. Raccontare la rivoluzione agricola come una storia di progresso in cui "l'umanità diventa sempre più intelligente, abbandona la vita faticosa e gode serenamente dell'abbondanza" è solo una delle possibili versioni.Harari, in "Sapiens. Da animali a dèi", offre un giudizio opposto: il lavoro dei contadini è generalmente più faticoso di quello dei cacciatori-raccoglitori, e alla fine l'alimentazione risulta persino peggiore; per questo egli definisce la rivoluzione agricola "la più grande truffa della storia". Si tratta di un'interpretazione e di una posizione dell'autore, non di un fatto stabilito dalla comunità scientifica: le prove archeologiche dello stesso periodo provenienti da regioni diverse non sono concordanti, alcune mostrano un peggioramento delle condizioni di salute, altre una vita relativamente stabile.
| Dimensione | Vita di caccia e raccolta | Agricoltura stanziale |
|---|---|---|
| spaziale | Spostamento in base alle risorse stagionali, ampio raggio d'azione, accampamenti che si spostano al variare delle risorse | Vincolo a una terra limitata; campi, villaggi e confini territoriali hanno ridotto il raggio di spostamento, favorendo al contempo l'aumento della densità di popolazione |
| temporale | Il ritmo segue i tempi di comparsa delle risorse, raccogliendo ciò che si trova sul momento | Bisogna seguire i cicli di semina, irrigazione, raccolto e stoccaggio; l'umanità inizia a organizzare la vita in base alle stagioni e agli anni |
| psicologico | Risposta principalmente alla situazione immediata e al raccolto stagionale | Bisogna pianificare per il futuro: conservare i semi, immagazzinare le eccedenze, prevedere il clima e il rischio di cattivi raccolti, sviluppando la gratificazione differita e l'ansia dell'incertezza |
Per i contadini è difficile fare come i cacciatori-raccoglitori, che "trovano oggi e mangiano oggi". I semi vanno conservati fino alla prossima stagione di semina, e il cibo deve bastare fino al periodo di carestia tra un raccolto e l'altro. Cosìpianificare per il futuronon è più una preferenza individuale, ma una condizione di sopravvivenza: conservare, organizzare il lavoro, prevedere il clima e sopportare le conseguenze di un cattivo raccolto.
La stanzialità e le eccedenze alimentari hanno aperto un'altra porta: la ricchezza accumulabile ha reso possibile la differenziazione sociale, fornendo le basi materiali per il dominio, le élite e l'"ordine costruito dall'immaginazione". Questo punto viene solo accennato in questa pagina e non viene approfondito: perché la cooperazione umana su larga scala richieda un ordine immaginario condiviso sarà oggetto di discussione nei contenuti successivi.
